Visitare Los Angeles: delusioni e rivalutazioni

Mi sono bastati 3 giorni per visitare Los Angeles e odiarla, mi ci è voluto un mese lontano da lei per apprezzarla.

 

Los Angeles è stata il mio primo assaggio di America dopo 19 ore di viaggio affrontate da sola, le aspettative erano alte, ma mi è subito apparsa come una città senza anima.

Beverly Hills con le ville e i macchinoni, i lustrini di Hollywood, le palme e il sole, i negozi di lusso: sono queste le prime cose che vi verranno in mente pensando a L.A. ed è tutto quello che effettivamente troverete. Luoghi simbolo di una città che, in fatto ad emozioni, mi ha dato ben poco. In più Los Angeles è caos, traffico e costi esorbitanti.

los angeles

Un’enorme tangenziale dispersiva dove districarsi non è semplice. Lunghe code a tutte le ore del giorno e della notte, nonostante le enormi strade a 4 e -a tratti- persino a 6 corsie: per percorrere 4 miglia in auto ci vorranno almeno 40 minuti. I parcheggi decimeranno il vostro budget di viaggio: non esistono parcheggi gratuiti, persino nei centri commerciali e nei mercati, vi troverete a sborsare decine di dollari per lasciare l’auto per qualche ora.

La mia delusione non è solo legata alla confusione e al trambusto. Anche alcuni luoghi simbolo della città, si sono rilevati assolutamente sotto le aspettative.

Il Griffith Park, uno dei parchi urbani più grandi del nord America, è solo sterrato e sterpaglie. La Hollywood Walk of Fame, per quanto iconica, è molto sporca. Fuori dai luoghi turistici è facile notare i contrasti tra la zona ricca e superficiale e la zona degradata, sporca.

Nonostante la confusione e il trambusto, durante l’ultimo giorno ho rivalutato Los Angeles, quando mi sono trovata al Griffit Observatory di notte, di fronte alla vastità delle luci e mi sono sentita dentro La La Land.

E a un mese di distanza dal mio viaggio tra West Coast e Parchi USA, ripensando a Los Angeles e assimilando un po’ il tutto, ho iniziato a sentirne la mancanza. Il ricordo di Los Angeles, con le sue imperfezioni, è comunque legato al fantastico road trip che ho intrapreso con le mie due amiche, alle avventure e disavventure che abbiamo condiviso. E poi, le ciambelle di California Donuts compensano la maggior parte dei difetti.

Cosa vedere a Los Angeles

Hollywood Walk of Fame

La famosissima via con le stelle che celebra i personaggi più famosi degli Stati Uniti che si sono distinti nel mondo del cinema, della musica, della televisione, del teatro e dell’industria radiofonia. Persino Topolino, Winnie the Pooh e i Simpson, hanno la loro stella.

Hollywood Sign

La famosissima insegna creata negli anni venti per promuovere un progetto di sviluppo immobiliare, è oggi uno dei simboli più importanti di Los Angeles. La scritta può essere osservata dal quarto piano dell’Hollywood & Highland Center (grande centro commerciale su Hollywood Boulevard), ma il luogo migliore dove poterla fotografare, è dalle colline del Griffith Park.

Beverly Hills e Rodeo Drive

Ville, macchine di lusso, negozi alla moda. A Beverly Hills potrebbe essere facile imbattersi in qualche vip e potrete addirittura fare un tour guidato per scoprirne le abitazioni. Rodeo Drive e Sunset Boulevard sono costellate da boutique di alta moda.

 

 

Farmers Market

Uno dei luoghi che ho più apprezzato in quanto autentico. Mercato colorato ricco di chioschi e mille sapori. Ideale da visitare a ora di pranzo per gustare qualcosa, la scelta è vasta e differenziata.

Osservatorio Griffith

Fino a quel momento avevo odiato Los Angeles. Freddo cane, fame e sonno, col jet lag ancora da assimilare. Poi ho visto il panorama: un mare, una vastità di luci. Ho pensato che avrei voluto condividerlo con qualcuno di speciale. Visitatelo di sera. Dall’alto dell’Osservatorio, si ammira l’immensità della città illuminata. Il panorama mi ha regalato le più belle emozioni di questi giorni a Los Angeles.

Downtown

Il distretto finanziario della Città degli Angeli, mostra un’altra faccia, meno sfarzosa e più vivibile. A Union Station noterete le palme perfette che circondano questa stazione ferroviaria. Basta camminare per poche centinaia di metri per arrivare a Olvera Street. Siamo nel cuore di El Pueblo. Questa stradina pullula di bancarelle colorate, sombrero e simboli messicani. Per pranzo, fermatevi al Grand Central Market, un caleidoscopio di sapori. Superando la zona spagnoleggiante, ecco che improvvisamente sarete catapultati a Chinatown. Si tratta di una via piccola ma piuttosto caratteristica. Avrei voluto visitare anche Little Tokyo, ma goggle maps mi portava nel posto sbagliato e chiedendo indicazioni, nessuno ha saputo aiutarmi.

 

Nonostante tutte le mie rimostranze, non vi direi di non visitare mai LosAngeles perché rappresenta, comunque, un luogo iconico del nostro immaginario statunitense, lasciatevi guidare dalle vostre sensazioni, senza influenze esterne. E poi basta spostarsi di poche miglia per arrivare sulla costa, in luoghi che ho profondamente amato in quanto rappresentativi dell’anima californiana: Veniche Beach e Santa Monica, di cui molto presto vi parlerò, sempre su questi schermi.

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