Monte Koya: dormire in un monastero buddista giapponese

Mi sveglio all’alba col jet lag ancora da assimilare, dopo una notte tra le folli luci di Osaka, per raggiungere, in un paio di ore di treno, il Monte Koya, Koyasan.

Dalla stazione di Gokurakubashi bisogna prendere la funivia (390 ¥), che attraverso una panoramico paesaggio tra fitti alberi, raggiunge in 5 minuti la stazione di Koyasan a circa 1000 mt. Il centro si raggiunge tramite bus: è vietato, infatti, percorrere a piedi un tratto di strada.

Monte Koya. © michelarno.it Monte Koya. © michelarno.it

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Dormire in un monastero buddista giapponese al Monte Koya

 

Koyasan è uno dei luoghi più sacri del Giappone. Qui si pratica una forma di buddismo esoterico, chiamato Buddhismo Shingon e si percepisce ovunque una forte spiritualità. È un luogo molto diverso dal tipico Giappone a cui siamo abituati a pensare, lontano dalla frenesia delle grandi metropoli.

Qui al Monte Koya si incontrano pochi turisti e tanti pellegrini passeggiare con i bastoni a sonagli, si mangia la cucina preparata dai monaci, si fanno esperienze mistiche, quasi magiche oserei dire. Si dorme nei templi o monasteri buddisti, appositamente trasformati in foresterie per i visitatori. Il monastero buddista che mi ha ospitata per una notte è Jimyoin Temple.

Si lasciano le scarpe all’ingresso e si viene accolti in questa struttura a due piani, quasi labirintica. Si dorme in tipiche stanze giapponesi con le porte scorrevoli di carta di riso e le decorazioni orientali, il pavimento in tatami, il futon e il cuscino coi chicchi di riso, che non pensavo fosse così comodo, e si indossa lo yakata, una sorta di kimono da camera in cotone.

Dal balconcino della camera si ammira il giardino zen e il laghetto con le trote. La struttura ha bagni in comune e un onsen dove rigenerarsi.  Alle 18 i monaci servono la cena in stanzette private. Si mangia, seduti a terra su dei cuscini, la tipica cucina vegetariana dei monaci, chiamata  shōjin-ryōri, a base di tofu, soia, zuppe, tempura, verdure giapponesi e frutta, il tutto servito in carinissimi piattini e ciotole decorate.

La mattina è possibile svegliarsi all’alba per assistere alle preghiere e alla meditazione. Sicuramente è stata una delle esperienze più autentiche vissute durante il mio viaggio in Giappone.

Giorno 2. Monte Koya

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Monte Koya © michelarno.it

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Cosa vedere al monte Koya

 

Okunoin

 

In questo luogo di peculiare serenità, spicca, come principale attrazione l’Okunoin. Si tratta di un cimitero che contiene oltre 200.000 monumenti funebri. Sembrerà strano detto così, ma si tratta di un luogo molto suggestivo.

Secondo l’antica superstizione della scuola buddista shingon, non esistono morti, ma solo spiriti in attesa. Attraversato il ponte di ingresso, ci si lava per purificarsi (come quando si entra nei luoghi sacri in Giappone) e ci si ritrova a percorrere un lungo sentiero di due chilometri immerso in una foresta di giganti cedri giapponesi, dove appaiono pietre tombali che assumono la forma chiamata “Gorinto”, come rappresentazione dei cinque elementi: terra, acqua, fuoco, vento e aria. Esprimono l’idea che dopo la morte il corpo fisico tornerà a scomporsi nei cinque elementi, forme elementari originali.

Nel sentiero si trovano anche tante rappresentazioni in pietra di Buddha, alcune decorate con bavagli rossi: si tratta di offerte che le madri lasciano per proteggere i bambini. Alla fine del lungo sentiero, si arriva al mausoleo di Koibo Daishi, dove secondo i fedeli, riposa il monaco in uno stato di meditazione eterna, attendendo il Buddha del futuro.

Affascinante il padiglione Torodo che contiene migliaia di lanterne e una fiamma accesa da mille anni. Consiglio di visitare il cimitero sia di giorno, per ammirare i colori e ogni suggestivo particolare, che di notte, illuminato dalle lanterne, per percepirne la spiritualità.

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Kongōbu-ji

 

Si tratta del principale tempio del Buddhismo Shingon, costruito nel 1593. Nelle sale ampie e minimali, risaltano i dipinti e le decorazioni delle pareti. Giunti nella sala principale, vi verrà offerta una tazza di tè verde e un dolcetto di riso. La parte più bella è, a mio avviso, l’esterno: il giardino di rocce più grande del Giappone.

Costo biglietto: 500 ¥

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Kongobu, il più grande giardino di rocce del Giappone 

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Danjō-garan

 

Si tratta di una vasta area sacra con circa venti templi ed edifici, tra cui spicca la grande pagoda rossa Konpon Daito, alta 45 metri, che rappresenta un mandala. L’edificio principale è il Kondo che accoglie le cerimonie religiose e una statua di Yakushi Nyorai, il Buddha della Medicina.

Costo biglietto: 200 ¥

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